21 Gennaio 2018
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Raffaello Consortini
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La vita

Nato a Volterra il 18 Maggio 1908, Raffaello Consortini ha respirato scultura sin dall´infanzia. Il padre aveva una bottega d´alabastraio, erede di un´antica tradizione familiare che aveva portato i Consortini anche in giro per il mondo, da un continente all´altro, per collocare gli oggetti eseguiti a Volterra. Viaggiatori furono uno zio di Raffaello ed il nonno. Questi anzi, da uno di questi viaggi non fece ritorno.

Era naturale che sulla bottega si indirizzasse la curiosit del piccolo Raffaello, il quale dimostrava predisposizione al disegno e attitudine alla manualit. Difatto, ancora adolescente poteva dirsi padrone di tecniche e abilit esecutive, da scultore fatto. Possedeva altresì straordinarie qualit di modellatore, come attestano alcune precoci prove plastiche delle quali si conservano le foto, opere di impostazione compositiva e di risoluzione formale gi evolute, che segnano il suo notabile esordio alla Scuola D´arte di Volterra, anche se il docente di plastica Giacomo Padovan, un wildiano, mostrava sulle prime di non apprezzare molto il gi evidente fondo realistico del giovane Consortini, se vero che sconsigli i committenti del ritratto "Maurino" dall´accettare l´opera e farla realizzare nel materiale confacente.

Dopo il diploma, Consortini si iscrive al Liceo artistico di Firenze, vincendo nell´anno scolastico 1929/1930 una borsa di studio con un rilievo di gusto rinascimentale raffigurante un "Orfeo". Presidente della commissione giudicatrice era Domenico Trentacoste. il primo di una serie di riconoscimenti che premieranno le capacit artistiche e la seriet dell´impegno del Consortini, il quale vinceva anche una borsa continuativa (dal 1933 al 1936, ossia per l´intero corso di studi) anche all´Accademia di Belle Arti, ove si iscrisse dopo aver frequentato, per qualche tempo, i corsi dell´Istituto d´Arte di Porta Romana, attrattovi dall´insegnamento di Libero Andreotti, ideale modello per la sua formazione artistica.

All´Accademia fu allievo di Italo Griselli, il quale impostava il lavoro didattico soprattutto sulla copia del vero. Consortini aveva gi acquisito un mentalit plastica imperiosa, che si segnalava nelle esposizioni pubbliche e nei concorsi, sin dal 1930. Al Liceo Artistico, per la sua sicurezza di modellatore, il Prof. Giuseppe Graziosi lo chiamava spesso ad aiutarlo. E fu certo il piglio delle sue figure a indurre Maraini non solo ad accettare le opere di Consortini alla "Sindacale" di Firenze nel 1933, ma ad esporle nel padiglione centrale accanto a quelle di Andreotti. Cosa che fu immediatamente segnalata dalla Stampa e che dischiuse al giovane artista le maggiori esposizioni nazionali, sino alla Biennale di Venezia.

Dopo il diploma all´Accademia, nel 1936, Consortini ottiene l´idoneit al concorso per ola Cattedra di disegno alla Scuola d´Arte per l´alabastro a Volterra e diviene ordinario di plastica decorativa e figurativa all´Istituto d´arte di Palermo, ma nell´attivit espositiva che raccoglie consensi e riconoscimenti. Dalla fine del 1930 agli anni Settanta sono fitte la mostre e i premi. Intensa anche l´attivit per la committenza pubblica e privata. Esegue opere anche monumentali per edifici pubblici e chiese. Gli vengono commissionati ritratti. Vince importanti concorsi. Istituzioni ed accademie lo chiamano tra i soci. Nel 1942 nominato socio onorario dell´Accademia dei Sepolti di Volterra. Nel 1945 membro della Commissione Volterrana d´Arte Sacra. Nel 1956 nominato Accademico della Reale Accademia Fiorentina delle Arti del Disegno. Seguono altri, numerosi, attestati anche stranieri.

D anche un contributo qualificato e continuo allo sviluppo dell´industria volterrana dell´alabastro e alla sua affermazione nel mondo, ideando nuovi modelli e vincendo premi nelle pi importanti esposizioni internazionali dell´artigianato, da Firenze a Berlino. L´impegno dello scultore si fonde perfettamente con quello del maestro artigiano che opera calato in una situazione locale segnata dall´alabastro, ed in questa simbiosi che si realizza il senso profondo del suo esempio di artista autentico che attinge alla vita, i suoi valori ed i suoi contenuti.

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